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CRISTALLO DI ROCCA

Nome: Cristallo di Rocca, chiamato anche quarzo ialino, dal greco Krystallos yalos, “cristallo trasparente”
Composizione chimica: Biossido anidro di silicio, gruppo dei quarzi, formula: SiO2
Da dove viene: Brasile, Madagascar, Giappone, Alpi, Italia (Baveno sul Lago Maggiore, Isola d' Elba, presso Bologna), Urali, Stati Uniti, Birmania. Si forma nei filoni o per processo idrotermale in crepe o druse, da una soluzione di acido silicico
Colore: incolore, trasparente
Peso specifico: 2,65 (intermedio)
Durezza: 7 della scala Mohs (molto elevata)
Lucentezza: vitrea, viva
Trasparenza: vetroso
Sistema cristallino: trigonale romboedrico; cristalli a forma di prisma o di piramide esagonale


Gli antichi greci credevano che il cristallo di rocca fosse ghiaccio solidificato e per la sua connessione con l’acqua si pensava potesse far piovere.

Presso tutte le culture è sempre stato considerato un minerale dai poteri magici, a cui si ricorreva per scacciare demoni e malattie e per infondere forza ed energia. Colpisce infatti rilevare come il cristallo di rocca fosse utilizzato per le stesse intenzioni da popoli tanto diversi e lontani tra loro: Maya, Aborigeni d’Australia, Antichi Greci.

Sin dal Medioevo, si pensava che questo materiale avesse proprietà ipnotiche e divinatorie ed era usato per predire il futuro.
Il cristallo di rocca, noto anche come quarzo ialino, è un ossido del gruppo dei quarzi la cui formula chimica è SiO2.

Le varietà di quarzo sono molte e il cristallo di rocca, o quarzo ialino, è incolore e trasparente; si forma nei filoni o, mediante processo idrotermale, nelle druse e nelle crepe, a partire da una soluzione pura di acido silicico. Si presenta in forme sia microcristalline sia macrocristalline, raggiungendo anche dimensioni ragguardevoli

E’ essenzialmente una pietra lavica, ma si forma anche in ambienti diversi.

Il quarzo ialino si forma nelle rocce con una soluzione di acido silicico attraverso un processo primario (dal fuoco). La sua struttura cristallina è trigonale: i cristalli al loro interno possiedono una struttura ordinata geometrica e quella del cristallo di rocca è a forma di piramide triangolare.

Anche il corpo umano è arricchito di cristalli al suo interno e questi entrano in risonanza con le strutture cristalline della pietra.

Questo ossido incolore è il minerale più diffuso sulla terra. Il maggior numero di giacimenti si trovano in Messico, Russia, Brasile, Canada, Usa, Germania e India.

“Cristallo di rocca” deriva da Krustallos che in greco significa ghiaccio. Associato anche al vetro infatti il nome quarzo ialino deriva dalla parola greca Hyalos, appunto vetro.

La sua composizione minerale lo rende un conduttore universale, perché trasparente, incanala le energie ad alta frequenza, capta la luce bianca e la riflette.
A livello metafisico è un cristallo molto potente perchè risveglia lo spirito, rigenera le energie in forze positive e stimola la conoscenza di sè e delle proprie risorse interiori.

Esercita benefici a diversi livelli, da i più fisici a quelli più sottili.
• Corpo: Il cristallo di rocca vanta proprietà febbrifughe, regola ed equilibra il sistema cardio-circolatorio e catalizza i dolori alleviando mal di testa e nevralgie.
• Psiche: a livello psichico agisce da riequilibratore. Il Cristallo di Rocca è una bilancia di forze Yin e Yang secondo le credenze taoiste e portarlo addosso armonizza la natura intrinseca sempre in lotta tra femminile e maschile, stimola il pensiero positivo e sollecita la ricerca del sé.
• Spirito: il cristallo di rocca veicola l’indagine spirituale. Catalizzatore di energie pure, calma lo sheng, facilita la meditazione.

Il cristallo di rocca è collegato all’elemento Fuoco: la sfera dell’energia e della forza maschile (coraggio, volontà, purificazione, conquista); ma anche all’elemento Acqua: riferito alla sfera delle emozioni e della femminilità (amore, compassione, riconciliazione, intuizione), la convergenza delle energie.

Il cristallo di rocca è collegato al settimo chakra, Sahasrara, quello della Corona, della purificazione, dove l’energia è più sottile e punta al divino.



“Una bella donna non è colei di cui si lodano le belle gambe o le braccia,
ma quella il cui aspetto complessivo è
di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti”.

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